Vancouver: tre grandi interventi di risanamento fognario con tecnologie no-dig

Tre cantieri simultanei per modernizzare la rete fognaria di Vancouver

La città canadese di Vancouver sta portando a conclusione tre significativi progetti di potenziamento della propria rete fognaria urbana. Come riportato dalla rivista specializzata Trenchless Technology, i lavori interessano aree distinte della metropoli e puntano a risolvere criticità strutturali accumulate in decenni di esercizio su infrastrutture ormai vetuste. Il dato rilevante è che tutti e tre gli interventi fanno ricorso a metodologie no-dig, ovvero a tecniche che consentono di riabilitare o sostituire le condotte esistenti senza aprire trincee continue lungo le strade.

La scelta delle tecnologie trenchless non è casuale. In un contesto urbano densamente edificato come quello di Vancouver, scavare a cielo aperto comporterebbe costi elevatissimi in termini di interferenze con il traffico, danni al manto stradale, disagi per i residenti e tempi di cantiere prolungati. Le soluzioni senza scavo permettono invece di operare in modo mirato, limitando le aperture al minimo indispensabile e riducendo sensibilmente l’impatto sulla città.

Le tecniche impiegate e il contesto operativo

Tra i metodi utilizzati nei tre cantieri figurano tecniche consolidate nel panorama internazionale del risanamento fognario: il rivestimento interno con liner in resina induribile in opera (CIPP – Cured In Place Pipe), il pipe bursting per la sostituzione delle condotte senza scavo e, dove le geometrie lo consentono, interventi di rinnovo strutturale con tubi sagomati. Ogni tecnica viene selezionata in funzione del diametro della condotta, del materiale originale, del grado di ammaloramento e della profondità di posa.

Vancouver si trova ad affrontare una sfida comune a molte città nordamericane ed europee: una quota significativa delle reti fognarie risale a oltre cinquant’anni fa e presenta deterioramenti strutturali che ne compromettono l’efficienza idraulica e la tenuta. Gli investimenti in corso fanno parte di un programma pluriennale di manutenzione straordinaria che la municipalità ha avviato per adeguare le infrastrutture agli standard attuali e alle crescenti sollecitazioni legate ai fenomeni climatici estremi.

Implicazioni per il mercato italiano e la TOC

La situazione di Vancouver rispecchia da vicino quella di numerose città italiane, dove la vetustà delle reti interrate rappresenta una delle principali sfide per le aziende di gestione del servizio idrico integrato. Anche in Italia, in particolare nelle aree metropolitane del Nord e del Centro, si registra un crescente interesse verso le tecnologie no-dig per la riabilitazione delle condotte fognarie, spinto da normative sempre più stringenti sulla qualità delle acque reflue e dai piani di investimento previsti dal PNRR.

In questo scenario, la trivellazione orizzontale controllata (TOC) gioca un ruolo complementare: se il CIPP e il pipe bursting sono privilegiati per il risanamento delle condotte esistenti, la TOC viene impiegata per la posa di nuove tubazioni in affiancamento o per il bypass temporaneo durante i lavori di riabilitazione. La sua capacità di attraversare sottoservizi, fondazioni e strati geologici complessi la rende uno strumento indispensabile nei cantieri urbani più articolati.

Tra gli aspetti tecnici da considerare nel trasferimento di queste esperienze al contesto italiano vi sono:

  • La mappatura preventiva dei sottoservizi, ancora lacunosa in molti comuni italiani rispetto agli standard nordamericani;
  • La qualificazione delle imprese esecutrici, con crescente attenzione alla certificazione delle maestranze specializzate in tecniche no-dig;
  • La scelta del materiale per il liner, con resine epossidiche e poliestere che presentano comportamenti differenti in funzione della temperatura dell’acqua di falda e del terreno circostante;
  • Il controllo di qualità post-intervento, effettuato mediante ispezione CCTV e prove di tenuta idraulica.

Un segnale per l’intero settore no-dig

I tre cantieri di Vancouver confermano una tendenza ormai consolidata a livello globale: le grandi città stanno progressivamente abbandonando l’approccio dello scavo tradizionale a favore di soluzioni minimamente invasive, non solo per ragioni economiche ma anche per rispondere alle aspettative di sostenibilità ambientale e qualità della vita urbana. Meno scavi equivalgono a meno polveri, meno rumore, meno emissioni di CO₂ legate al trasporto dei materiali di risulta.

Per le imprese italiane attive nel settore delle perforazioni e del risanamento delle reti interrate, esperienze come quella canadese offrono spunti concreti su come strutturare offerte tecniche competitive, selezionare le attrezzature più adatte e formare personale specializzato capace di operare in ambienti urbani complessi. Il risanamento fognario no-dig non è più una nicchia di mercato: è diventato uno dei segmenti a maggiore crescita nell’ingegneria delle infrastrutture sotterranee.

Fonte: Trenchless Technology

Domande frequenti

Cos’è il metodo CIPP utilizzato nel risanamento fognario no-dig?

Il CIPP (Cured In Place Pipe) è una tecnica trenchless che prevede l’inserimento di un liner flessibile impregnato di resina all’interno della condotta esistente. Una volta posizionato, il liner viene indurito tramite acqua calda, vapore o raggi UV, formando un nuovo tubo strutturalmente autonomo all’interno di quello ammalorato.

Quali vantaggi offre il pipe bursting rispetto allo scavo tradizionale?

Il pipe bursting consente di sostituire una condotta esistente frantumandola verso l’esterno e inserendo simultaneamente una nuova tubazione, senza aprire trincee continue. Riduce i tempi di intervento, minimizza i disagi al traffico e al manto stradale, e abbatte i costi legati allo smaltimento del materiale di scavo.

Come si integra la TOC con i cantieri di risanamento fognario urbano?

La trivellazione orizzontale controllata viene impiegata per posare nuove condotte in affiancamento a quelle esistenti o per realizzare bypass temporanei durante i lavori di riabilitazione. È particolarmente utile in presenza di sottoservizi interferenti, fondazioni o attraversamenti di strade principali dove lo scavo a cielo aperto non è praticabile.

Quali normative italiane incentivano l’adozione di tecnologie no-dig nelle reti fognarie?

In Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi per il rinnovo delle infrastrutture idriche. Le normative ARERA sulla qualità del servizio idrico integrato e le direttive europee sulle acque reflue urbane spingono le aziende di gestione verso interventi di riabilitazione efficienti, tra cui le tecnologie trenchless.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale ed è pubblicato sotto la responsabilità editoriale della redazione de Il Trivellatore Orizzontale.

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